
GRASSE; SUCCULENTE; PUNTUTE... anche 35 milioni di anni fa, erano così Per la loro insolita forma e la loro varietà (ne esistono circa 2000 specie raggruppate in oltre 100 generi), le piante grasse e cactacee colpiscono la nostra fantasia: qualcuno ha detto che le piante grasse o si adorano, per il fascino che sprigionano, o si odiano, per via delle loro spine che a volte fanno molto male.
Nascono, sviluppano e fioriscono con un unico scopo: sopravvivere e adattarsi all’ambiente che le circonda: deserti infuocati e aridi afro americani, elevate altitudini delle Ande, fitte e profonde foreste tropicali. Ma di quale famiglia fanno parte queste piante la cui origine è da collocarsi indietro nel tempo, almeno sino a 35 milioni di anni fa? Con il termine ‘grasse’ o‘succulente’ si indicano tutte quelle piante che hanno mutato lo loro morfologia ispessendo la cuticola esterna del fusto e acquisendo al posto delle foglie spine in modo da limitare al massimo l’evaporazione dell’acqua attraverso la funzione clorofilliana.
Si dividono in circa 50 famiglie con taglie che vanno da pochi centimetri ad alcune decine di metri. Loro caratteristica comune consiste nell’ingrossamento per ritenzione idrica del fusto. Possono poi differire per forma, fiori, metodo di riproduzione.
ATTENZIONE! Coloro i quali acquistano queste piante dovrebbero coltivarle all’aperto collocandole in inverno in serra fredda o sotto copertura con un minimo apporto d’acqua commisurata alla temperatura esterna.
Tuttavia con un poco d’attenzione, collocando i vasetti in luoghi molto luminosi presso le finestre esposte a Sud ed evitando che i raggi solari attraverso il vetro – che fa da lente - brucino i fusti, queste piante possono raggiungere buone performances.
*a cura di Vincenzo Graziano